Mentre tutti parlano di idrogeno ed elettrico, il colosso tedesco MAN ha già pronto il motore che cambierà la propulsione navale

Nel settore della propulsione navale, qualcosa si sta muovendo in modo tutt’altro che scontato. Mentre il dibattito pubblico continua a oscillare tra elettrico e idrogeno, MAN Energy Solutions — colosso tedesco della motoristica marina — ha scelto una terza via: il metanolo come carburante principale. Una scelta che merita attenzione, soprattutto perché arriva con date precise e certificazioni già in tasca.

Il motore MAN 175DF-M: dual-fuel a metanolo per l’industria marittima

Il protagonista di questa svolta si chiama MAN 175DF-M, un motore dual-fuel progettato per funzionare a metanolo e già certificato “fuel ready” dall’ente norvegese DNV, uno dei più autorevoli al mondo nel campo della classificazione navale. La base tecnica parte da un diesel ad alta velocità sviluppato nel 2015, su cui MAN ha costruito un’evoluzione radicale orientata alla riduzione delle emissioni.

Il sistema adottato è la tecnologia di combustione PFI (Port Fuel Injection), scelta dopo un’analisi approfondita tra le diverse opzioni disponibili. Florian Keiler, responsabile del segmento alta velocità di MAN Energy Solutions, ha dichiarato che lo sviluppo della combustione è partito nel 2024, con l’obiettivo di arrivare al primo test sul campo nel 2026 e alla commercializzazione entro la fine dello stesso anno.

Perché il metanolo e non l’idrogeno o l’elettrico

La domanda sorge spontanea: perché puntare sul metanolo invece di seguire le strade già battute? La risposta è più pragmatica di quanto sembri.

  • Infrastruttura più accessibile: a differenza dell’idrogeno, il metanolo può essere trasportato e stoccato con tecnologie già esistenti, abbattendo i costi di adeguamento portuale.
  • Flessibilità operativa: il 175DF-M supporta sia la configurazione diesel-elettrica che quella diesel-meccanica, adattandosi a diverse tipologie di imbarcazione.
  • Compatibilità con i motori a celle a combustibile: il metanolo prodotto da fonti rinnovabili — il cosiddetto e-methanol — può alimentare anche sistemi fuel cell, aprendo scenari futuri interessanti.
  • Opzioni retrofit: chi ha già motori installati potrà aggiornarli, senza necessariamente investire in nuovi sistemi completi.

Il contesto: la transizione energetica nel settore marittimo

Il trasporto marittimo è responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di CO₂ e l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha fissato obiettivi ambiziosi per ridurle entro il 2050. In questo scenario, il metanolo rinnovabile si posiziona come uno dei carburanti più promettenti per raggiungere il cosiddetto carbon zero nel settore navale.

Non a caso, anche altri grandi player — come Maersk — hanno già ordinato navi alimentate a metanolo. MAN Energy Solutions si inserisce in questo trend con una soluzione tecnica matura, che fa parte di una gamma più ampia che include i modelli MAN 32/44CR e MAN 49/60DF, tutti orientati alle basse emissioni.

Cosa significa questo per il futuro della propulsione

Il caso MAN dimostra che la transizione energetica non segue un’unica traiettoria. Mentre a terra si continua a dibattere tra colonnine elettriche insufficienti e reti a idrogeno ancora embrionali, nel settore navale il metanolo sta trovando spazio concreto, con tempi di sviluppo definiti e certificazioni già ottenute. Il 2026 sarà un anno chiave: se i test sul campo daranno i risultati attesi, il MAN 175DF-M potrebbe diventare un riferimento tecnologico per l’intera industria marittima globale.

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