Quasi tre milioni di italiani ricevono ogni mese l’indennità di accompagnamento, una delle prestazioni INPS più importanti e meno conosciute nel dettaglio. Non si tratta di un reddito, né di una pensione: è un rimborso pensato per chi non riesce a badare a se stesso e ha bisogno di assistenza continua. Eppure ogni anno decine di migliaia di domande vengono respinte per errori evitabili, e molti aventi diritto non sanno nemmeno di poterla richiedere.
Cos’è l’Indennità di Accompagnamento e Chi Può Richiederla
L’indennità di accompagnamento INPS nasce con la Legge 18/1980 ed è stata estesa dalla Legge 508/1988. Il suo funzionamento è semplice sulla carta: viene riconosciuta a chi presenta una inabilità assoluta e permanente e necessita di assistenza nelle funzioni quotidiane fondamentali, dall’alimentazione all’igiene personale. Non conta il reddito, non c’è limite di età — possono richiederla minori, adulti e anziani over 65 — e una volta ottenuta, salvo cambiamenti nelle condizioni del beneficiario, viene corrisposta a vita.
I requisiti, però, vanno soddisfatti tutti insieme. Non basta avere il 100% di invalidità civile riconosciuta: serve dimostrare il bisogno concreto di assistenza continua, documentato con verbali medici dettagliati. Patologie come SLA, sclerosi multipla avanzata, tetraplegia e cecità assoluta rientrano nei casi più solidi. Una demenza lieve o un arto amputato con protesi funzionale, invece, difficilmente bastano. Hanno diritto alla prestazione i cittadini italiani, i cittadini UE e gli stranieri extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, residenti in Italia. L’unica causa di sospensione automatica è il ricovero in struttura pubblica per più di 30 giorni consecutivi.
Importo Aggiornato 2026: Quanto Spetta e Come Viene Pagato
Dal 1° marzo 2026, l’importo standard dell’indennità di accompagnamento è fissato a 537,26 euro mensili lordi, pari a 6.447,12 euro annui. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un aumento del 2,5% più adeguamento perequativo, che si traduce in circa 12 euro in più al mese rispetto al 2025. Il pagamento avviene su 13 mensilità, accreditato direttamente su conto corrente o postale, ed è sostanzialmente esente da IRPEF: il netto corrisponde a circa il 90% del lordo.
Per i minori di 21 anni l’importo scende a 301,15 euro mensili, ma può essere cumulato con la pensione di invalidità civile. Esiste poi una casistica di raddoppio dell’indennità — fino a 1.074,52 euro mensili — riservata ai ciechi assoluti con un’ulteriore menomazione superiore ai due terzi, come chiarito dalla circolare INPS 92/2025. Chi ha vinto un ricorso può aspettarsi arretrati medi tra i 5.000 e i 15.000 euro, a seconda dei mesi contestati.
Come Fare Domanda: Procedura, Tempi e Novità 2026
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale INPS tramite SPID, CIE o CNS, compilando il modulo AP70. Non serve l’ISEE. Insieme alla richiesta va allegato il certificato medico timbrato dall’ASL, mentre per i minori è necessario il consenso del tutore legale. Dopo la presentazione, la commissione medico-legale INPS convoca il richiedente entro 60 giorni. I tempi medi per ottenere risposta si aggirano tra i 90 e i 120 giorni, ma la circolare INPS 45/2026 ha introdotto una procedura fast-track per i pazienti con SLA che riduce i tempi a 60 giorni, grazie anche a un sistema di verifica biennale automatizzata.
Se la domanda viene respinta, si può fare ricorso entro 90 giorni alla Commissione Medica Superiore e, in caso di secondo diniego, rivolgersi al Giudice del Lavoro. I dati dell’Osservatorio Disabili 2025 parlano di un tasso di successo del 65% nei ricorsi, un numero che dovrebbe far riflettere chi si arrende al primo no.
Sentenze e Aggiornamenti Normativi che Cambiano le Regole
Il 2026 ha già portato novità rilevanti sul fronte giuridico. La Corte Costituzionale con la sentenza 23/2026 ha stabilito che non scatta la decadenza automatica al compimento dei 65 anni, eliminando un’incertezza che pesava su molti beneficiari anziani. La Cassazione, con la sentenza 2345/2026, ha esteso il riconoscimento dell’indennità anche ai disturbi neurocognitivi gravi, aprendo la strada a una platea più ampia di potenziali aventi diritto. Sul fronte numerico, i beneficiari totali hanno superato quota 2.950.000, con 185.000 nuove concessioni solo nel primo trimestre del 2026 e una spesa complessiva proiettata a 36,5 miliardi di euro per l’anno in corso.
- Errore più comune nelle domande: non documentare adeguatamente la “continuità” dell’assistenza richiesta — servono verbali medici specifici e dettagliati, non generici.
- Regioni con più beneficiari: Campania (18%), Sicilia (14%), Lombardia (12%).
- Per assistenza gratuita: le associazioni ANMIC, ENS e UICI offrono supporto nella presentazione della domanda e nei ricorsi.
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