Il test della candela che rivela dove finiscono i tuoi soldi ogni inverno

Le dispersioni termiche degli infissi costano in media centinaia di euro l’anno a chi non se ne accorge in tempo. Non è necessariamente colpa dei serramenti in sé: spesso il problema sta nelle guarnizioni deteriorate o nei ponti termici che si formano nei punti di contatto tra telaio e muro. Prima di considerare una sostituzione completa — che può richiedere investimenti significativi — vale la pena capire dove si perde davvero il calore.

Come individuare le perdite termiche negli infissi senza strumenti costosi

Il metodo più immediato è la prova della mano: avvicinare il palmo al perimetro del telaio nelle giornate fredde permette di sentire chiaramente le infiltrazioni d’aria. Un sistema ancora più preciso consiste nell’usare una candela accesa: la fiamma che oscilla o si inclina in prossimità degli angoli del telaio rivela esattamente il punto di perdita. Questo accade perché l’aria fredda esterna, essendo più densa, penetra anche attraverso fessure di pochi millimetri, creando un flusso percepibile.

Le zone più vulnerabili non sono sempre quelle ovvie. I bordi inferiori delle finestre, i giunti tra anta e telaio e gli angoli dove il profilo cambia direzione sono statisticamente i punti con il maggiore tasso di usura delle guarnizioni. Una guarnizione integra deve essere morbida ed elastica: se risulta rigida, appiattita o presenta crepe superficiali, ha esaurito la sua funzione isolante.

Guarnizioni e strisce isolanti: quali scegliere e come applicarle

La sostituzione delle guarnizioni perimetrali è un intervento che chiunque può eseguire autonomamente. Le guarnizioni in EPDM (gomma etilene-propilene-diene) sono le più indicate per le finestre residenziali perché resistono bene agli sbalzi termici e all’umidità, mantenendo le proprietà elastiche anche a temperature sotto lo zero. Si trovano in rotoli nei negozi di ferramenta e si inseriscono nella sede già presente nel telaio semplicemente facendo scorrere il profilo nella scanalatura.

Per i casi in cui la sede è danneggiata o assente, le strisce isolanti adesive in schiuma espansa rappresentano una soluzione alternativa rapida. Prima di applicarle, è fondamentale pulire accuratamente la superficie con alcol isopropilico per garantire l’adesione. La scelta dello spessore è determinante: una striscia troppo sottile non crea il contatto necessario, una troppo spessa impedisce la chiusura corretta dell’anta e accelera l’usura.

  • Guarnizioni in EPDM: durata media 10-15 anni, ideali per serramenti in PVC e alluminio
  • Strisce in schiuma espansa: economiche e facili da installare, durata 2-4 anni
  • Strisce in silicone: più resistenti della schiuma, adatte a superfici irregolari
  • Profili a spazzola: specifici per la parte inferiore delle porte-finestra, bloccano l’aria rasoterra

L’impatto reale sui consumi energetici e sulla bolletta

Una corretta tenuta degli infissi riduce il fabbisogno energetico dell’impianto di riscaldamento perché mantiene stabile la temperatura interna senza richiedere cicli di accensione aggiuntivi. Lo stesso meccanismo vale in estate: un serramento ben sigillato rallenta l’ingresso del calore esterno, alleggerendo il lavoro del climatizzatore.

L’aspetto che spesso passa inosservato è l’effetto sulla qualità dell’aria interna. Le infiltrazioni non portano solo freddo: trasportano umidità, che a lungo andare favorisce la formazione di condensa e muffe sui davanzali interni e sulle pareti vicine agli infissi. Risolvere il problema delle guarnizioni, quindi, non riguarda solo la bolletta energetica ma anche la salubrità dell’ambiente domestico.

Controllare lo stato delle guarnizioni ogni due anni, specialmente prima dell’inverno, è una delle manutenzioni più economiche in assoluto rispetto al beneficio che produce. Pochi euro di materiali e un’ora di lavoro possono fare la differenza che nessuna regolazione del termostato riesce a garantire.

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