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LA POVERTA’ NEL MONDO AL GIORNO D’OGGI di Aurora M.

 

La povertà nel mondo oggi è diventato un problema economico e sociale.

Economico a causa della mancanza di denaro, sociale a causa della mancanza di bisogni primari (acqua pulita, cibo, casa, abiti puliti…), istruzione, assistenza sanitaria e sfruttamento lavoro minorile.

Oltre queste cause, oggi nel mondo abbiamo più di 1 miliardo di persone povere dovuto a:

-          guerre (Siria),

-          catastrofi naturali (terremoto),

-          cambiamenti climatici (inondazioni, siccità…)

-          crisi economiche (multinazionali),

Tutto questo ha causato un’insufficiente produzione agricola che ha portato più di 800 milioni di persone a soffrire la fame, nonostante il nostro pianeta abbia la capacità di produrre cibo per sfamare l’intera popolazione mondiale (oltre 7 miliardi e mezzo di persone).

Le prime vittime di questo cancro sociale sono i bambini che malnutriti, non curati e privati

d’ istruzione, creano una società di adulti che non è in grado di lavorare e a loro volta alimenteranno la povertà.

Proprio per questo motivo si sono formate delle associazioni benefiche tipo Unicef e ActionAid (adozioni a distanza) che hanno come unico obiettivo la salvaguardia di questi bambini.

Nonostante tutto se da una parte abbiamo queste persone che soffrono la fame, dall’altra cioè nei paesi più ricchi, troviamo persone sovrappeso, che si cibano con un cibo spazzatura, ovvero povero di proteine (carne, pesce, uova, latte..) e vitamine (frutta e verdura), ma ricche di grassi, sale, zucchero, conservanti e coloranti.

Esistono a proposito delle organizzazioni internazionali come la FAO (Food and Agriculture Organization) ovvero l’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura che in prima linea lotta contro la fame e la malnutrizione.

La FAO fu fondata nel 1945, e dal 1951 ha sede a Roma; si occupa esclusivamente di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile e di lottare contro la malnutrizione, specie nei paesi in via di sviluppo.

Mi rendo conto che non è semplice risolvere questo problema, ma sapere che ci sono bambini che come me non possono giocare o semplicemente vivere sereni, mi rattrista molto. Tutti nel nostro piccolo possiamo contribuire ad aiutare il prossimo, evitando gli sprechi per prima cosa e dando aiuto a chi lo richiede.